Il Project financing tra Italia e Regno Unito. Esperienze a confronto.
Il presente lavoro intende, in primo luogo, descrivere in breve il Project Financing, e in secondo luogo è stata condotta un’analisi critica di come le modalità di PPP, tra cui in particolare il PF, si siano inserite nel contesto economico e sociale del nostro Paese. Tale analisi è stata basata su un confronto con l’esperienza, in questo campo, del Regno Unito, considerato l’unico Paese che ha conosciuto una forte diffusione di tali modalità, e, dunque, può offrire delle lessons learned per l’Italia, con lo scopo di migliorare l’utilizzo di tale tecnica. in questo lavoro, è presa in considerazione l’esperienza britannica, perché il Regno Unito è l’unico Paese europeo che può vantare una vasta applicazione di tale metodo. Nello sviluppo della teoria e della pratica del PPP inglese, sono stati identificati quattro principi chiave che devono essere rispettati durante tutto il corso del processo. Essi sono il value for money, un appropriato risk transfer, un contratto basato su output specifications e la competizione (competition). In Italia, il ricorso ad uno strumento introdotto appositamente per favorire la partecipazione di investitori privati nella realizzazione di opere pubbliche è una scelta quasi obbligata per un Paese come l’Italia, il cui livello infrastrutturale è al di sotto di quello degli altri Paesi dell’Unione Europea. Quando, in Italia, si parla di PF, ormai, si fa riferimento innanzitutto alla Legge Quadro in materia di lavori pubblici dell’11 Febbraio 1994, n. 109, conosciuta come Legge Merloni, e alle sue modifiche. Le successive leggi, che ne hanno modificato il contenuto. Sinteticamente, le procedure di Finanza di progetto più importanti, presenti nell’ordinamento italiano sono: Procedura ad iniziativa privata, chiamata anche procedura del Promotore, di cui all’art. 37bis e ss. della legge 109/94; Procedura ad iniziativa pubblica, ossia la concessione di costruzione e gestione di cui all’art.19, comma 2 della Legge. A tale progressivo interesse verso questa tematica, non corrisponde un’altrettanta corretta ed efficace utilizzazione degli strumenti di Partenariato Pubblico Privato. In altri termini, se da un lato si è osservato una forte crescita degli avvisi di gara, dall’altro non esiste ancora un’ampia casistica di progetti definitivamente realizzati.
Per questo motivo, ho ritenuto opportuno che, per parlare con concretezza dei benefici attesi dall’Italia, in rapporto ad una vasta applicazione del Project Financing, non si possa che fare riferimento al Regno Unito. In particolare, ho cercato di evidenziare l’utilità che il Value for Money possa avere per un corretto uso del PF. Sebbene, quello del Value for Money sia un tema di assoluta importanza, non ha ricevuto nel nostro Paese la dovuta attenzione. In altri termini, la verifica dell’esistenza di condizioni di convenienza economica per il settore pubblico non è stata percepita come fattore determinante e preliminare nel processo di selezione e programmazione degli investimenti pubblici. Nell’analizzare l’esistenza del Value for Money, infatti, si fa riferimento al cd. Public Sector Comparator, modello di analisi che consente, per singola infrastruttura, di simulare i costi totali per la pubblica amministrazione sia nel procurement tradizionale sia nel caso di schemi di Partenariato Pubblico Privato, al fine di poter individuare la soluzione più conveniente. In questo modo, la scelta della pubblica amministrazione di realizzare un investimento infrastrutturale, con il coinvolgimento di risorse private, non si rivela come obbligata ma come opzione strategica per migliorare il livello qualitativo dei servizi pubblici che l’amministrazione stessa è tenuta a garantire. Effettuare questo tipo di analisi potrebbe essere, nel nostro Paese, uno degli strumenti principali per ottenere un più efficiente ricorso al Partenariato Pubblico Privato. A tal fine, è necessario che si sappia come viene effettuata la valutazione economica e finanziaria nell’ambito del Project Financing. In particolare, l’Analisi Finanziaria viene effettuata, non solo facendo riferimento al flusso dell’investimento, ma anche a quello degli azionisti: Il confronto che ho cercato di effettuare in termini generali tra l’esperienza britannica e italiana, in quest’ambito, ho tentato di applicarlo alla Sanità che è un settore spesso sottoposto a grossi tagli di spesa, ma, al contempo, è un settore in cui si registra una forte concentrazione di attese e di domande.
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Informazioni tesi
Autore: | Luisa De Simone |
Tipo: | Laurea I ciclo (triennale) |
Anno: | 2004-05 |
Università: | Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" |
Facoltà: | Scienze Politiche |
Relatore: | Pietro Rostirolla |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 84 |
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