Politiche per la scienza, la tecnologia ed i sistemi nazionali d'innovazione
Il lavoro, basato su una vasta bibliografia italiana ed anglosassone, sulle statistiche dell'OECD e sull'intervista a personaggi di spicco dell'industria e della ricerca italiana, si articola essenzialmente su due piani.
Da un lato, vista la pluralità di vedute sull'argomento da parte degli economisti industriali e dell'innovazione, si è cercato di proporre una riflessione critica sugli approcci alternativi della teoria economica al problema della Ricerca e Sviluppo, analizzando sinteticamente i motivi per cui la spesa scientifica di un Paese può essere subottimale, nonostante ne sia unanimemente riconosciuta la crucialità nei paradigmi di sviluppo tecnologico delle economie moderne.
Per porvi rimedio i Governi hanno attuato nel corso della storia una molteplicità di interventi sul settore privato, su quello educativo e della ricerca pubblica, con strumenti volta per volta diversi secondo il periodo storico. Si è sottolineato infatti il ruolo di volàno per lo sviluppo tecnologico e scientifico che ha avuto la spesa pubblica per la Difesa negli Stati Uniti nel secondo dopoguerra, così come si è evidenziato il salto che si è avuto in Europa, parallelamente al rafforzamento dell'Unione, dalle politiche industriali tradizionali, che miravano ad imporre l'industria nazionale su quelle straniere, alle politiche orizzontali, o politiche fattoriali, volte invece a rendere fertile ed omogeneo il campo sul quale le imprese multinazionali si battono per la conquista dei mercati.
In questo ambito si è analizzata la teoria dei Sistemi Nazionali d'Innovazione, proposta a partire dall'inizio degli Anni '90 da alcuni economisti (su tutti: Lundvall, Nelson, Freeman, Dosi e Malerba). Tale teoria è stata presentata nelle sue varie accezioni, con lo scopo di evidenziare il ruolo sistemico degli interventi pubblici e privati sull'apparato scientifico e tecnologico di una nazione.
Nella seconda parte del lavoro si è proposta un'analisi descrittiva degli elementi che compongono il Sistema Innovativo italiano, presentando: le principali leggi che regolano ed incentivano la spesa privata in R&S e cercando di darne quando possibile una valutazione dell'impatto economico sul sistema; i principali attori della ricerca pubblica ed i canali attraverso i quali essi interagiscono con le imprese tecnologiche; il rapporto tra il mondo dell'università ed il resto del sistema, evidenziando il ruolo dei parchi scientifici e tecnologici.
Per cercare di valutare più obiettivamente la situazione scientifico-tecnologica italiana, apparsa sicuramente come una delle debolezze strutturali dell'industria nazionale, si è proposto anche qualche spunto di paragone con le realtà dei paesi OCSE e di alcuni paesi in via di sviluppo.
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Informazioni tesi
Autore: | Claudio Farina |
Tipo: | Tesi di Laurea |
Anno: | 1997-98 |
Università: | Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano |
Facoltà: | Economia |
Corso: | Economia e Commercio |
Relatore: | Enzo Pontarollo |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 258 |
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