Assistenza infermieristica nel paziente affetto da cancro in fase terminale: il modello italiano e quello finlandese a confronto
L'Unione europea prevede fondamentalmente due carte che parlano dei diritti del paziente:
• La Convenzione di Oviedo del 1997, elaborata dal Comitato Direttivo per la Bioetica (CDBI) in collaborazione con l'Assemblea parlamentare.
• La Carta Europea dei diritti del malato del 2002 elaborata dopo un lavoro congiunto tra il Tribunale per i Diritti del Malato e 15 organizzazioni civiche, essa sintetizza in 14 articoli i diritti del malato.
Sia la Convenzione che la Carta non sono però vincolanti per le legislazioni dei vari stati. Infatti tra gli stati membri dell'Unione europea troviamo differenti interpretazioni riguardo all'Etica e ai diritti dell'uomo, a causa di diversità socio-culturali. Sono essenzialmente tre le posizioni di pensiero in Europa:
• Paesi dell'Europa del Nord-Ovest ( Belgio, Olanda, Lussemburgo), più l' Inghilterra, più liberali ( si pensi soltanto che in Olanda è legale l'Eutanasia)Paesi Nordici che si basano sul modello del “Social Welfare”o tutela del cittadino
• Paesi mediterranei ( Italia, Spagna, Grecia) più l' Irlanda, ancora radicati nella cultura della visione paternalistica del medico, che vivono la salute come un “dovere positivo ” Naturalmente nella realtà le posizioni non sono così nette, bensì si possono trovare più sfumate, anche all'interno di un determinato stato. Come in Italia troviamo differenze culturali tra il Nord e il Sud, anche in Finlandia ci sono differenze tra le zone della Carelia e della Lapponia, più rurali, e la zona di Helsinki e Turku nel sud del paese, più avanzata. La Convenzione di Oviedo rappresenta la vera e propria Carta della bioetica europea. Tutti gli stati europei hanno di seguito ratificato la Convenzione e introdotto leggi nel loro ordinamento. In Italia invece nonostante il Parlamento abbia ratificato nel 2001 la Convenzione di Oviedo, ad oggi non sono stati ancora emanati i decreti legislativi che permetterebbero la messa in pratica nel nostro paese della Convenzione e dei diritti contenuti. La Finlandia per contro può vantare il suo primato come 1° paese in Europa, prima con la Dichiarazione di Helsinki del 1964, poi con l' Act on Status and right of patients” , Legge 785 del 1992, a difendere diritti dei pazienti. Questo rileva quanto la Finlandia abbia a cuore i diritti dell'uomo e dei pazienti. Ma dopotutto non c'è da stupirsi per un paese che più di tutti si basa sul “Welfare State” o “tutela del cittadino”, e dove il paziente viene preso in carico dallo Stato, come si suol dire: “dalla culla alla tomba”.
Ecco che allora, mentre in Finlandia la Legge 785 elenca uno per uno i diritti del malato in cura presso qualsiasi struttura, in Italia mancando unalegislazione a riguardo, i cittadini/pazienti vengono tutelati da iniziative extra-giuridiche come i documenti del CNB (Comitato Nazionale di Bioetica) ed i vari Codici deontologici delle professioni sanitarie, da quello medico a quello infermieristico, eccetera.
Prendendo ad esempio i diritti fondamentali dei pazienti, in Finlandia, Informazione, Consenso e Diritto di rifiuto delle cure, sono tutelati dalla L. 785/1992. In Italia invece li ritroviamo solo nel Codice deontologico medico del 1998 e 2006.
Nella nostra cultura è difficile sradicare la convinzione che in caso di una diagnosi positiva di Cancro e soprattutto di prognosi infausta, è meglio che il paziente stesso ne rimanga all'oscuro. In Finlandia, tanto attenti ai diritti dei pazienti, questo non può avvenire per nessuna ragione. In caso di diagnosi di Tumore, il primo colloquio avviene con il paziente stesso, il medico oncologo, un infermiere e i famigliari, ma questi ultimi solo se lo desidera il paziente. Viene comunicata la diagnosi , la prognosi, i protocolli da seguire. A questo punto il paziente decide in comune accordo con il medico la strada terapeutica da intraprendere. In caso di dissenso il medico cerca una alternativa terapeutica, può insistere in un'opera di convincimento, ma se il paziente rifiuta un trattamento, viene rispettato il suo diritto. Oltre ai diritti fondamentali, in Finlandia troviamo aperture sia nel Memorandum di ETENE, sia nella legge 785, sulle Direttive Anticipate o Living wills. In Italia invece le Direttive anticipate non sono previste legalmente, e il paziente che vuole testamentare in qualche modo un suo desiderio, potrebbe non essere tenuto in considerazione. Infatti solo nel Codice di Deontologia medica del 2006 troviamo che : "il medico nelle proprie scelte deve tenere conto di quanto precedentemente manifestato dal paziente in modo certo e documentato". Questa situazione tutta italiana rende le questioni piuttosto ambigue. Nella realtà allora può accadere che il Medico agisce secondo i suoi valori e la sua coscienza, ma la legge italiana lo lascia solo nelle proprie scelte, chepotrebbero anche ritorcerglisi contro dal punto di vista giuridico.
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Informazioni tesi
Autore: | Francesca Rizza Nerillo |
Tipo: | Laurea I ciclo (triennale) |
Anno: | 2005-06 |
Università: | Università degli studi di Genova |
Facoltà: | Medicina e Chirurgia |
Corso: | Infermieristica |
Relatore: | Fabrizio Moggia |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 156 |
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FAQ
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