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La tesi del giorno

Il successo di Ikea in Italia

Il successo di Ikea in ItaliaDa sempre il settore dell'arredamento riveste in Italia un particolare rilievo. Sono molte le regioni italiane che vantano distretti industriali dedicati alla produzione di mobili, come ad esempio il Veneto, la Lombardia e il Friuli.
Come precisa la dott.ssa Chiara Falcioni nella sua tesi Le nuove frontiere dell'impresa mobiliera: il caso Ikea il settore del legno-arredamento in Italia "è il più esteso, per numero di imprese, dopo quello metallurgico".

Proprio in considerazione della tradizione italiana nel settore dell'arredamento è interessante analizzare il successo della multinazionale svedese Ikea in Italia.
"Dopo aver sottolineato la rilevanza in ambito internazionale dell'arredamento Made in Italy, una domanda sorge spontanea: perché una multinazionale svedese quale IKEA è riuscita ad impossessarsi di una larga fetta del mercato locale e globale di mobili e complementi d'arredo?"
"IKEA è riuscita a dar vita ad una strategia fortemente competitiva, semplicemente unendo ad una attenta analisi dei mercati internazionali dei mobili (e delle opportunità produttive a livello internazionale) una ancor più capillare analisi sull'evoluzione dei gusti e della disponibilità economica dei consumatori."

"L'Italia con l'8% delle forniture mondiali, risulta essere il secondo fornitore europeo per IKEA dopo la Polonia (che vanta il 16% delle esportazioni verso la multinazionale) e il terzo fornitore mondiale dopo la Cina (con una percentuale del 22%). E' palese quindi che IKEA acquista in Italia più di quanto non venda."
La dott.ssa Falcioni sottolinea che comunque "le performances competitive del gruppo svedese in Italia sono nettamente positive. [...] Il gruppo, pur rendendosi conto della rilevanza italiana prevalentemente dal lato della fornitura, ha intenzione di incrementare ulteriormente sia l'ammontare di vendite realizzate nella penisola, sia ovviamente il fatturato complessivo."

"Le tendenze che caratterizzano l'odierno settore mobiliero, italiano e internazionale, dimostrano un cambiamento consistente nella struttura della distribuzione e nelle esigenze dei consumatori. Calano sempre più i punti vendita di piccole dimensioni, cresce la domanda presso le strutture di medie e grandi dimensioni, e, ovviamente, sale la concorrenza fra le varie catene. In questa circostanza IKEA ha trovato il modo per penetrare nei mercati mondiali, fronteggiando la concorrenza con strategie innovative e vincenti.
[...]L'inevitabile processo di trasformazione e razionalizzazione dell'apparato produttivo ha comunque ridotto sempre di più la forte componente artigianale del settore mobiliero, a favore del consolidamento di quella industriale. Così, accanto agli artigiani che avevano scelto di crearsi una nicchia di mercato, specializzandosi in mobili artistici e di stile classico-tradizionale, è andato via via aumentando il numero di piccoli imprenditori che hanno deciso di specializzarsi nella produzione di elementi e parti di mobili su commissione delle imprese industriali di maggiori dimensioni (fenomeno della subfornitura industriale). Non a caso oggi molte delle piccole e medie imprese industriali italiane produttrici di mobili, localizzate nei distretti industriali, hanno scelto di rifornire grandi aziende leader a livello internazionale [...]. Si può affermare quindi che IKEA rappresenta una fonte di concorrenza per tali imprese (che spesso lavorano per lei)? Sicuramente sì, dato che il target di clienti è più simile rispetto a quello delle imprese artigiane."

Visita la tesi:

Le nuove frontiere dell’impresa mobiliera: il caso Ikea