I casi di inadempimento contrattuale del venditore
I possibili casi di inadempimento del venditore sono:
il venditore non consegna in tutto o in parte;
il venditore consegna un bene difettoso (difetto materiale o giuridico).
Di fronte all'inadempimento del venditore, il compratore ha la possibilità di richiedere l'adempimento.
Nell'ipotesi di difetto di conformità, può richiedere la riparazione o, se si tratta di inadempimento di notevole portata, la sostituzione del bene, nei limiti in cui l'intervento sia ragionevole.
Sempre nell'ipotesi di difetto di conformità, il compratore ha la possibilità di chiedere la riduzione del prezzo. Siamo di fronte al recupero di una soluzione di tipo continentale, gli americani non conoscono tale soluzione.
Nell'ipotesi di mancata consegna il compratore in alternativa alla richiesta di adempimento può fissare un termine supplementare al venditore per l'adempimento. La fissazione del termine deve essere ragionevole (non un termine troppo breve).
Lo si capisce quando si prende in considerazione l'ultimo rimedio possibile: se la violazione è essenziale il compratore può chiedere la risoluzione del contratto. La convenzione di Vienna limita la possibilità di risolvere il contratto nei soli casi di inadempimento essenziale, perché la risoluzione comporta il venir meno del rapporto contrattuale, quindi il venir meno delle obbligazioni che quel contratto ha generato, con gli eventuali obblighi restitutori della parte che in virtù di quel contratto ha ricevuto qualche cosa.
L'inadempimento è essenziale allorché privi la parte vittima di esso in modo sostanziale di ciò che essa aveva diritto ad attendersi dal contratto, e sempre che si tratti di un pregiudizio previsto o prevedibile con la media ragionevolezza.
Anche il nostro codice civile ritiene la risoluzione un rimedio da confinare nei soli casi in cui la violazione abbia importanza tale da giustificare il venir meno del rapporto contrattuale. La giurisprudenza ritiene che l'inadempimento sia essenziale se la controparte non avrebbe adempiuto in mancanza di tale prestazione.
E' una soluzione molto vicina alla nostra, anche gli inglesi confinano la risoluzione alle ipotesi più gravi (fundamental breach attuato o preventivo).
La fissazione del termine supplementare è un rimedio propedeutico alla risoluzione, poiché con la fissazione del termine supplementare di fronte ad un inadempimento che di per sé non è essenziale, si trasforma la violazione del venditore, in caso di decorso del termine, da non essenziale ad essenziale.
Continua a leggere:
- Successivo: Gli obblighi contrattuali del compratore
- Precedente: I vizi del venditore nella conclusione del contratto
Dettagli appunto:
-
Autore:
Elisa Giovannini
[Visita la sua tesi: "La liberalizzazione del mercato tessile internazionale: una nuova sfida per il distretto di Biella"]
[Visita la sua tesi: "Stato e libero mercato: gli effetti dei dazi e delle concessioni fiscali sul commercio internazionale dei beni agricoli"]
- Università: Università degli Studi di Torino
- Facoltà: Economia
- Docente: Alberto Gianola
Altri appunti correlati:
- Diritto Privato
- Psicologia Giuridica
- Fonti del Diritto
- Storia del Diritto Romano
- Diritto commerciale
Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:
- La vendita a condizione C.I.F. nella giurisprudenza di Common Law
- Il fenomeno simulatorio: aspetti civilistici alla luce della recente Giurisprudenza
- La condotta antisindacale nelle pubbliche amministrazioni
- L'interpretazione autentica nella giurisprudenza costituzionale recente
- La multiproprietà. Individuazione del diritto dell'acquirente attraverso l'analisi comparativa di due modelli contrattuali per l'acquisto di un diritto di godimento ripartito di beni immobili
Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.