Il ruolo delle assicurazioni contro i rischi di calamità naturali
Il presente studio analizza: il problema dei disastri naturali in relazione alle problematiche socio economiche, le strategie di intervento attuate e le possibili azioni per fronteggiare e ridurre la vulnerabilità dei sistemi umani ai disastri naturali, l’aumento in numero e intensità dovuto al cambiamento climatico e all’azione dell’uomo, l’andamento dei costi causati che a livello aggregato hanno un trend sempre più crescente, stimato a 56 miliardi di dollari all’anno. Questi danni necessitano di un intervento immediato, che può essere suddiviso in due livelli. Il primo livello riguarda le misure di prevenzione che devono attivare i vari Stati per ridurre le cause che incrementano gli eventi catastrofali, ma che devono essere attuate di concerto tra i vari Stati del mondo e quindi necessitano di un coordinamento sopranazionale. Il secondo livello interessa i singoli stati che devono adottare adeguate misure di adattamento e di difesa assicurativa, necessarie a fronteggiare le catastrofi e i danni economici da esse derivanti.
Si analizza la funzione assicurativa che è quella di protegge in contraente dalla perdita economica attraverso la riduzione e la ripartizione del rischio e l’utilizzo di vari strumenti finanziari per tutelarsi dal rischio di insolvenza. Tale funzione è ostacolata dai fallimenti del mercato derivanti dal controllo dell’azzardo morale e della selezione avversa che induce i soggetti a non assicurarsi, generando il fallimento economico dell’assicurazione, che necessita di una elevata capacità finanziaria data la natura della copertura, tale necessità ha generato nuovi ed ulteriori strumenti finanziari, trasformando i rischi assicurativi in titoli e derivati. Data la globalità del problema, la crescente frequenza e l’elevata intensità con cui si manifestano gli eventi catastrofali si impongono misure di tutela sia per la vita umana sia per l’economia, che necessitano di un intervento pubblico di tipo integrativo al fine di eliminare i fallimenti del mercato che ne ostacolano lo sviluppo, regolamentando e garantendo la compensazione delle perdite.
Sia analizzano le esperienze di alcuni paesi europei ed extraeuropei che hanno scelto di affrontare il problema dei danni provocati da catastrofi naturali attraverso la difesa assicurativa. Dall’analisi effettuata si delineano tre modelli assicurativi sostanziali riconducibili agli approcci economici di tipo liberista e welfaristico, ma si è osservata una convergenza verso i sistemi di tipo misto in cui vi è la presenza sia degli operatori pubblici sia di quelli privati, che realizzano una partnership tra Stato, industria assicurativa e contraenti. I tre modelli presentano analoghe soluzioni tecniche rispetto alla copertura dei rischi, ma differiscono per gli operatori che svolgono il ruolo di assicuratori
L’equilibrio socio-territoriale del nostro Paese è spezzato frequentemente dai disastri naturali, la gestione delle calamità è dello Stato, attraverso la Protezione Civile e lo stanziamento di fondi per la ricostruzione . I costi sono divenuti sempre più gravosi ed insostenibili per la fiscalità generale, e attuare un’adeguata difesa assicurativa significa liberare fondi destinabili alle misure di prevenzione e adattamento. L’Italia si trova in forte ritardo rispetto a quei paesi, che hanno già attivato sistemi di difesa assicurativa. Dopo diversi tentativi si è giunti, con la finanziaria 2005, ad istituire un fondo di 50 milioni di euro per la promozione e lo sviluppo di un sistema privato, ma tale provvedimento è insufficiente in quanto non è in grado di garantire l’esposizione delle assicurazioni e non permette la riduzione della spesa pubblica per le calamità che ammonta a 3,5 miliardi di euro all’anno per il risarcimento dei danni. Si è cercato di analizzare le peculiarità del sistema assicurativo italiano e di delineare uno schema di modello assicurativo di tipo misto. Tale modello prevede sostanzialmente una forma assicurativa di tipo obbligatorio al fine di consentire la mutualità del rischio, un intervento dello Stato come garante di ultima istanza e un ruolo operativo e distributivo del mercato assicurativo privato che subordina i possibili guadagni ad una serie di servizi gestionali.
CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI
La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF
Acquista
CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI
La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF
Acquista
L'unico servizio antiplagio competitivo nel prezzo che garantisce l'aiuto della nostra redazione nel controllo dei risultati.
Analisi sicura e anonima al 100%!
Ottieni un Certificato Antiplagio dopo la valutazione.
Informazioni tesi
Autore: | Daniela Pasini |
Tipo: | Tesi di Laurea |
Anno: | 2004-05 |
Università: | Università degli Studi di Bologna |
Facoltà: | Scienze Politiche |
Corso: | Scienze Politiche |
Relatore: | Silvia Giannini |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 180 |
Forse potrebbe interessarti la tesi:
Calamità e Disastri ambientali, esiste una soluzione?
FAQ
Come consultare una tesi
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Perché consultare una tesi?
- perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
- perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
- perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
Clausole di consultazione
- L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
- Nel caso in cui l’utente che consulta la tesi volesse citarne alcune parti, dovrà inserire correttamente la fonte, come si cita un qualsiasi altro testo di riferimento bibliografico.
- L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
Vuoi tradurre questa tesi?
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona »
DUBBI? Contattaci
Contatta la redazione a
[email protected]
Parole chiave
Tesi correlate
Non hai trovato quello che cercavi?
Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database
Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione
Ottimizza la tua ricerca:
- individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
- elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
- se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
- utilizza la ricerca avanzata
- utilizza gli operatori booleani (and, or, "")
Idee per la tesi?
Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti
Come si scrive una tesi di laurea?
A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?
Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.
La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?
La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.
Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:
È ora di pubblicare la tesi