La sostenibilità economica per le imprese agricole nelle aree protette
Gli obiettivi del mio lavoro di tesi, sono stati quelli di verificare la sostenibilità economica delle imprese agricole nelle aree protette analizzandone la redditività e valutandone le opportunità innescate dall’istituzione del Parco, promuovendo la creazione di un Marchio e ipotizzando i redditi futuri a seguito degli interventi.
Negli ultimi anni, il settore agricolo si è trovato al centro di forti turbolenze economiche, dovute al mancato equilibrio tra i prezzi delle materie prime e i prodotti agricoli che, combinati con gli effetti della crisi globale, hanno portato al risultato che oggi, le imprese agricole, risultano essere le figure più deboli della filiera, con riduzione dei redditi e conseguente calo dei consumi.
Oltre alla funzione produttivistica, che spesso ha generato danni a seguito di una sregolata gestione del territorio, negli ultimi anni, all’agricoltura è stato riconosciuto il ruolo di conservazione, valorizzazione e salvaguardia del territorio.
Sorge, dunque, il problema della contrapposizione di finalità, cioè, da una parte c’è la necessità di mantenimento del reddito da parte delle imprese e, dall’altra, la necessità di salvaguardare e tutelare l’ambiente, da parte dei Parchi.
Per poter coesistere sviluppo rurale ed aree protette, è necessario, dunque, un confronto tra le parti, instaurando un rapporto sinergico basato su obiettivi comuni. Che veda, ad esempio, che da una parte lo sviluppo rurale sia garanzia di conservazione e manutenzione dei valori delle aree tutelate e, dall’altra, i Parchi e le aree protette capaci di valorizzare la specificità dei luoghi e delle produzioni determinandone così un valore aggiunto.
In ambito di sviluppo sostenibile, ci possono essere, dunque, opportunità nel far parte di un Parco, quali ad esempio: la valorizzazione dei prodotti tipici mediante marchi, incentivi alla tutela di specie autoctone e dei metodi di produzione tradizionali, valorizzate da iniziative promozionali con il patrocinio dell’Ente gestore del Parco.
Per quanto concerne la metodologia adottata, abbiamo predisposto un questionario per raccogliere i dati necessari alla determinazione del reddito, che è stato sottoposto ad un campione di produttori.
E’ stata analizzata, dunque, la redditività delle aziende nel Parco e, a seguito di interviste informali ad un operatore della Coop, questa redditività, è stata confrontata, con quella che potrebbe verificarsi a seguito della fidelizzazione di un operatore della Grande Distribuzione Organizzata già operante nell’Arco Jonico.
Sono state rilevate 22 unità produttive nell’area circoscritta ai Comuni di Castellaneta, Ginosa, Laterza, Palagiano e Massafra. Queste aziende hanno caratteristiche esogene ed endogene omogenee, sono caratterizzate dallo stesso indirizzo produttivo, sono tutte con terreni in proprietà e forma di conduzione coltivatrice-capitalistica.
il Parco, quale Organismo Collettivo ed organizzato, può intervenire: promuovendo l’aggregazione a livello produttivo delle imprese con il marchio; integrando il sistema agricolo nella filiera agro-alimentare e numerosi altri interventi, in modo da determinare la concentrazione dell’offerta ottenendo come risultato l’aumento del potere contrattuale per le imprese agricole.
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Informazioni tesi
Autore: | Paolo Giannico |
Tipo: | Tesi di Laurea Magistrale |
Anno: | 2011-12 |
Università: | Università degli Studi di Bari |
Corso: | Sviluppo rurale sostenibile |
Relatore: | Rocco Roma |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 116 |
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