La finanza per il terzo settore: strumenti in atto e nuove tendenze
E' da tempo avvertita con nitida consapevolezza la crescente influenza del mondo finanziario sulle politiche economiche e produttive mondiali, sulle strategie dei mercati a tutti i livelli, sullo sviluppo e sulle relazioni fra popoli e nazioni. Equivale a dire che la finanza condiziona e spesso determina i destini dell'umanità, la pace o la guerra, il progresso comune
o il delirio competitivo di questo mondo globalizzato che, fra un Iraq in fiamme e un corteo per la pace, cerca faticosamente una via ragionevolmente condivisa da percorrere.Non tutto il mondo finanziario è fatto di speculatori senza scrupoli o di capitali che transitano senza sosta da una borsa all'altra, per finire nelle tasche dei faccendieri o del “terrorismo internazionale”(finanziato dagli stessi governi): c'è una parte di questo mondo, che si vuol ancora credere solida e vigorosa, fatta di operatori, donne e uomini con una coscienza da ascoltare, che hanno compreso di avere questa responsabilità.I temi dello sviluppo sostenibile coinvolgono ormai ogni soggetto,dalle imprese ai privati cittadini. Lo sviluppo e il benessere di una nazione contribuisce in modo sostanziale a una convivenza pacifica e ,su scala mondiale, va innnescandosi un circuito virtuoso di stabilità politica e convivenza pacifica tra nazioni.Per far si che questo circuito virtuoso possa durare nel tempo,ovvero essere sostenibile,l'economia deve porsi delle regole etiche,legate alla società e all'ambiente,e non solo alla redditività.In generale, rispetto ad una concezione dello sviluppo inteso solo in modo quantitativo, che prende in considerazione esclusivamente i costi interni al processo produttivo (lavoro e capitale), si cerca di mettere al centro dell’attenzione anche i costi esterni (risorse naturali, tessuto sociale, relazioni tra territori), e considerare la politica, in quanto scelta di modelli di gestione del bene pubblico, come uno degli elementi che devono determinare le scelte, gli orientamenti e le pratiche delle imprese stesse.Il mio lavoro è suddiviso in due parti:la prima parte che comprende i capitoli I e II ,è di tipo descrittiva,e illustra il come ,il perchè e il quando si è arrivati alla finanza etica, passando dal concetto di etica, agli stakeholders ,al bisogno sempre maggiore di finanziamento al settore no-profit.La seconda parte è di tipo empirico e si basa su un'analisi comparativa di dati ,prospetti e pubblicazioni di due Banche etiche europee:la Bas-Banca svizzera alternativa e la Triodos Bank olandese. E una altra parte che riguarda il rating applicato ad una MFI Indiana e la presentazione di un progetto di bond etico che verrà ammesso nel 2007 dalla Regione Lazio.Nella costruzione della parte descrittiva ho seguito un filo logico,partendo dal significato dell'etica :nel Capitolo I ho spiegato come l'etica e la solidarietà economica diano vita alla disciplina dell' etica economica, che insegna a fare buon uso dei beni nell'interesse e nel rispetto di se e degli altri,trasformando in tal modo anche la concezione di credito in un nuovo diritto umano, dalla parte di chi è socialmente più svantaggiato. E attraverso un percorso storico è stato possibile constatare come anche in Italia sia nato un movimento universitario interdisciplinare volto a effettuare studi e ricerche per l'etica economica e la responsabilità sociale d'impresa:il suo nome è “Econometica” e trova tra i suoi associati anche l'Ateneo di Tor-Vergata.L’analisi prosegue con una descrizione del settore non profit e della finanza etica al fine di valutare perché allo sviluppo della finanza etica, che in linea di principio origina dalla volontà di supportare lo sviluppo socialmente responsabile, non si accompagna un altrettanto deciso superamento dei problemi che il Terzo settore incontra sul piano finanziario.
Nel capitolo II si analizza nel particolare il problema del Terzo Settore in Italia il quale ha raggiunto dimensioni economico sociali tali da porlo al centro di attenzione di studiosi, policy maker e dell'opinione pubblica. In Italia le organizzazioni non profit registrano un certa lentezza nella crescita dimensionale e si ritene che uno dei motivi sia riconducibile alle difficoltà che esse incontrano nell'accesso al capitale di rischio e allo scarso supporto offerto fino adesso dal sistema finanziario. Da una ricerca condotta dall'università Cattolica del S.S. Cuore di Milano, all'interno del progetto Equal Quasar-Qualità per i sistemi a rete di imprese sociali- è stato possibile effettuare una valutazione dal lato della domanda di credito e di servizi finanziari chiesti dalle organizzazioni del Terzo Settore e dal lato dell'offerta,così da fornire utili indicazioni di azione agli operatori del settore nonché alle autorità pubbliche e ai tradizionali operatori finanziari e creditizi che hanno dimostrato interesse verso il settore.
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Informazioni tesi
Autore: | Manuela Perrone |
Tipo: | Tesi di Laurea |
Anno: | 2005-06 |
Università: | Università degli Studi di Roma Tor Vergata |
Facoltà: | Economia |
Corso: | Economia delle Istituzioni e dei Mercati Finanziari |
Relatore: | Marco Meneguzzo |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 369 |
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