Gerhard Roth, il cervello e la ''costruzione'' della realtà
Il costruttivismo
Alla domanda se la percezione sia una rappresentazione o una costruzione, Roth potrebbe presentare in risposta questo passo:
"Die Art und Weise, wie im Prozess der Wahrnehmung unsere Umgebung im beduetungsvolle Gestalten und Geschehnisse gegliedert wird, ist eine Folge von Versuch und Irtum, von Konstruktions- und Interpretationsversuchen, von Bestaetigung und Korrektur. "
Percepire non significa solamente ricevere segnali dal mondo esterno, bensì creare un mondo fatto di riferimenti e dotato di significato. Questa creazione è un atto automatico e non controllato dal volere: io non posso scegliere cosa percepire (la percezione non è un atto volontario dell’Io). Allo stesso tempo, non posso affermare che la percezione sia totalmente determinata dal mondo esterno. Il percepire cambia con l’esperienza! Ciò che io percepisco è frutto di una evoluzione del mio cervello, il quale in milioni di anni ha sviluppato determinate caratteristiche e pertanto permette di avere le percezioni nel modo in cui le sperimentiamo. Le percezioni non sono solo frutto della filogenesi del cervello, ma anche della sua ontogenesi: nei primi anni di vita di un essere umano le caratteristiche intrinseche, genetiche del cervello vengono definendosi e modificandosi attraverso le esperienze del bambino. Ciò che percepiamo è dunque una costruzione sulla base dell’ambiente che ci circonda e dei criteri stabiliti dalla natura umana. L’ambiente esiste ed è determinante, ma non lo conosciamo mai in sé, ma solo attraverso la costruzione che ne esegue il nostro cervello.
Questo brano è tratto dalla tesi:
Gerhard Roth, il cervello e la ''costruzione'' della realtà
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Informazioni tesi
Autore: | Lorenzo Pieraccini |
Tipo: | Laurea I ciclo (triennale) |
Anno: | 2008-09 |
Università: | Università degli Studi di Siena |
Facoltà: | Lettere e Filosofia |
Corso: | Filosofia |
Relatore: | Sandro nannini |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 100 |
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