Ambito operativo, evoluzione strategica e modello distributivo dei confidi
I più stringenti requisiti di patrimonializzazione imposti dal sistema bancario da Basilea 3 stanno contribuendo ad acuire ulteriormente la politica di riduzione dell’erogazione del credito, fenomeno solo parzialmente contemperato dal nuovo corso imposto alla BCE dal neo-governatore Mario Draghi attraverso una politica monetaria più espansiva. Al fine di contribuire ad invertire l’attuale trend recessivo si impone la necessità di rafforzare il Fondo di Garanzia , che sarà profondamente innovato e reso più efficiente attraverso l’aumento dell’effetto leva, la graduazione delle percentuali di copertura al fine di promuovere un più efficace utilizzo del fondo da parte delle banche e dei Confidi. L’articolo 39 del DL 201/2011 derogando alla legge che disciplina l’attività dei confidi ha previsto che al capitale dei confidi 107 possono partecipare anche enti pubblici e grandi imprese non finanziare.
E’ un’importante misura volta a promuovere la patrimonializzazione dei confidi vigilati che come le banche sono tenuti a rispettare i requisiti di patrimonializzazione previsti da Basilea. La misura assicura il mantenimento della governance dei confidi per le imprese promuovendo un più efficiente impiego di denaro pubblico. Gli enti pubblici sostengono, infatti, in misura rilevante i confidi. Ciò avviene comunque attraverso contributi che poichè sono gravati da vincoli specifici di destinazione, non possono essere computati nel patrimonio di vigilanza e non contribuiscono realmente alla patrimonializzazione di tali organismi. Per tale motivo non agiscono in maniera molto efficace l’obiettivo ultimo dell’intervento pubblico a favore dei confidi che dovrebbe essere quello di potenziare e rendere più agevole l’accesso al credito delle PMI. Gli enti pubblici che intendono sostenere l’attività dei confidi dovranno e potranno avvalersi di tale opportunità offerta dall’articolo 39 del DL 201/2011.
I Confidi, oggetto del presente elaborato, in considerazione del citato contesto macro-economico e delle innovazioni legislative e regolamentari, che ne hanno profondamente innovato la struttura, gli ambiti operativi e modalità di intervento, assumono un ruolo significativo nell’ erogazione del credito ai soggetti economici che maggiormente stanno risentendo dell’attuale crisi e cioè le PMI che rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana.
Il presente elaborato parte dall’analisi, nel capitolo1, del ruolo dei Confidi in Italia per indagarne nel secondo capitolo l’evoluzione strategica e nel terzo capitolo l’articolazione ed il modello distributivo. Chiudiamo illustrando caratteristiche mission e modalità operative dei confidi nel mezzogiorno illustrando in particolare il caso di Confidi Regione Campania.
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Informazioni tesi
Autore: | Maria Miranda |
Tipo: | Laurea I ciclo (triennale) |
Anno: | 2011-12 |
Università: | Università degli studi di Napoli "Parthenope" |
Facoltà: | Economia |
Corso: | Economia aziendale |
Relatore: | Maria Grazia Starita |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 60 |
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