Uscire dal tunnel: il percorso terapeutico delle comunità per tossicodipendenti
La gestione della tossicodipendenza
La complessità della tossicodipendenza si riflette sulla sua gestione: affinchè sia possibile agire su ogni aspetto del fenomeno, viene adottata un’ottica d’intervento in prospettiva bio-psico-sociale.
Essendo l’evoluzione della tossicodipendenza prevedibile e reversibile, la WHO e l’UNODC (2008) affermano come i risultati migliori possono essere raggiunti quando la risposta si avvale di un approccio multidisciplinare globale, che comprende interventi farmacologici e psicosociali eterogenei. Inoltre, tenuto conto dell’ingente spesa socio-sanitaria che deve essere sostenuta per la tossicodipendenza, tale approccio permette di ottenere giovamenti anche a livello economico, in quanto i costi di un intervento di prevenzione e cura sono più contenuti rispetto ai costi indiretti causati dai tossicodipendenti non trattati (conseguenze sulla salute, ingresso nel sistema carcerario, coinvolgimento delle forze dell’ordine, disoccupazione).
La poliedricità del fenomeno fa sì che non vi sia un intervento standard da utilizzare in ogni situazione, ma che ogni realtà sia unica nelle sue caratteristiche: l’orientamento, gli obiettivi, la metodologia del lavoro e gli interventi risentono dell’influenza del contesto socio-culturale, nonché delle variabili personali del soggetto promotore dell’intervento e di chi ne ê l’utilizzatore. L’individualizzazione dell’intervento ha conseguenze su due fronti: da un lato tutela la soggettività imprescindibile dell’uomo, mentre dall’altro rischia, se non adeguatamente regolamentata, di perdersi nell’eclettismo.
È proprio su quest’ultimo punto che il panorama della comunità scientifica vuole attirare l’attenzione: sulla necessità di appropriarsi di linee guida che possano orientare il trattamento della dipendenza, affinché sia possibile ottenere dei risultati quantificabili a livello di efficacia e di qualità del trattamento così da permettere la replicabilità dell’intervento.
Questa esigenza è sentita da molte organizzazioni mondiali e nazionali (WHO, UNODC, SAMHSA, NIDA, EMCDDA, FICT, CNCA), le quali propongono programmi che indicano le direzioni da seguire e sono impegnate in progetti orientati al monitoraggio continuo della situazione tossicodipendenza. La soddisfazione di questa necessità permetterebbe, innanzitutto, l’offerta di servizi migliori per l’utente, il cui recupero produrrebbe positive ricadute a lungo termine sull’intera comunità in termini di riduzione della spesa sanitaria e di diminuzione del tasso di delinquenza e di disoccupazione.
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Uscire dal tunnel: il percorso terapeutico delle comunità per tossicodipendenti
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Informazioni tesi
Autore: | Giulia Bondone |
Tipo: | Laurea II ciclo (magistrale o specialistica) |
Anno: | 2010-11 |
Università: | Università degli studi di Genova |
Facoltà: | Scienze della Formazione |
Corso: | Psicologia |
Relatore: | Anna Zunino |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 202 |
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