Fattori di rischio comuni ai vari disturbi d'ansia
Vulnerabilità genetica: ereditabilità del 40% per fobie, GAD e PTSD e del 48% per il disturbo di panico.
Iperattività del circuito cerebrale della paura (in particolare dell'amigdala).
Diminuita attività del GABA (che ha il compito di inibire l'attività neurale in tutte le aree cerebrali, e quindi anche di diminuire l'ansia) e della serotonina, aumentata attività della noradrenalina:
Inibizione comportamentale nei bambini (tendenza ad agitarsi e piangere quando si trovano di fronte a giocattoli, persone e altri stimoli che non conoscono): ereditaria, probabile predittrice di futuri disturbi d'ansia. Presenta il 30% di prevedibilità della fobia sociale.
Nevroticismo (tendenza a reagire agli eventi con emozioni molto più negative della media): prevede disturbi d'ansia e depressione.
Fattori cognitivi:
*Percezione del controllo: pensare di non avere alcun controllo sull'ambiente (esperienze infantili traumatiche, comportamenti genitoriali punitivi oppure oppressivi) espone le persone a un rischio maggiore di sviluppare un'ampia gamma di disturbi d'ansia.
*Aspettativa di un pericolo: Maggiore attenzione agli stimoli con significato minaccioso.
Eventi esistenziali traumatici: presentano l'80% di prevedibilità di futuri disturbi di panico.
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Dettagli appunto:
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Autore:
Alessio Bellato
[Visita la sua tesi: "Il trattamento di gioco nei bambini con autismo"]
- Università: Università degli Studi di Padova
- Facoltà: Psicologia
- Titolo del libro: Psicologia Clinica
- Autore del libro: Kring, Davison, Neale, Johnson
- Editore: Zanichelli
- Anno pubblicazione: 2008
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