Crimini internazionali e rilevanza dell'ordine superiore
La sentenza con cui il Tribunale Militare di Roma ha ritenuto Erich Priebke colpevole, in concorso con Herbert Kappler ed altri militari tedeschi, dell'eccidio delle Fosse Ardeatine costituisce un paradigma per riflettere su una tematica di diritto penale internazionale particolarmente significativa. Si tratta del c.d. ordine del superiore, ovvero della sussistenza o meno della responsabilità penale del militare che commette un reato in esecuzione di un ordine del proprio superiore gerarchico. In tale situazione è necessario bilanciare due esigenze contrapposte: da un lato, il rispetto del principio della supremazia della legge, per cui il soldato deve rifiutarsi di obbedire ad un ordine illegittimo, dall’altro il rispetto della disciplina militare, che invece impone al soldato il dovere d’obbedienza. In sostanza, può accadere che il militare che riceve un ordine illegittimo sia posto nella condizione di scegliere tra due mali: essere processato per aver disobbedito all’ordine oppure esserlo per aver dato esecuzione all’ordine.
Nel presente lavoro si cercherà di far luce su questo aspetto allo scopo di fornire una chiave di lettura attraverso cui accertare l’efficacia esimente o meno dell’ordine superiore nell’ambito del diritto penale internazionale ed italiano. A tal fine, dopo aver richiamato i principali orientamenti seguiti dalla dottrina sulla problematica in esame, verrà delineato il quadro normativo vigente a livello internazionale e nazionale sull’ordine del superiore, dando conto dei più significativi interventi giurisprudenziali.
Fin dai tempi dei processi di Lipsia, nell’immediato primo dopoguerra, e nei processi di Norimberga e Tokyo il tema dell’ordine del superiore è stato uno dei nodi gordiani di tutta la teoria delle cause esimenti dei cd. crimini internazionali. E tutt’oggi è oggetto di dibattito nei processi per i crimini commessi nell’ex-Jugoslavia ed in Ruanda e lo sarà ancora dinanzi alla Corte Penale Internazionale.
Il feroce eccidio consumatosi il 24 marzo del 1944 presso le Cave Ardeatine rappresenta solo uno dei tanti esempi di delitti particolarmente gravi che non possono intrinsecamente richiamare alcuna giustificazione o scusa, se non in casi del tutto eccezionali e pertanto marginali.
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Informazioni tesi
Autore: | Serena Mattiuz |
Tipo: | Laurea II ciclo (magistrale o specialistica) |
Anno: | 2007-08 |
Università: | Università degli Studi di Trento |
Facoltà: | Giurisprudenza |
Corso: | Giurisprudenza |
Relatore: | Emanuela Fronza |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 192 |
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