Mediazione corporea e formazione immaginale. Un approccio olistico alle dimensioni simboliche dell'educazione
Sperimentare una pedagogia aperta al simbolico
Un tempo la facoltà immaginativa era considerata "maestra d'errore". Ho cercato di mettere in luce i concetti chiave che, nelle opere di alcune importanti figure contemporanee, ridonano all'immaginazione dignità di facoltà conoscitiva. Possiamo così cogliere quali fili conduttori si intrecciano in ambito formativo intorno alle riflessioni di una prospettiva di "pedagogia immaginale".
La pedagogia immaginale ci invita anche in ambito formativo a riavvicinare quella dimensione intermediaria tra corpo e psiche che è il mondo del simbolo. Deletteralizzare, prestare ascolto al mondo e ai soggetti dell'educazione anzitutto, nel senso di ri-ascoltarli, rivolgersi a essi con un atteggiamento più delicato, meno categorizzante e oggettivante, interpretante (sulla scorta dell'insegnamento di Hillman), significa porsi su un piano di relazione instabile e squilibrante, aperto al mistero, all'irrazionale, alla possibilità di meravigliarsi; ma al contempo, proprio per questo, capace di rendere giustizia alla profondità dell'esperienza educativa e dei suoi soggetti.
Significa restituire più affettività a una ragione che ancora troppo si impone con le sue volontà definitorie e valutatorie, disporsi a una discesa come approfondimento che risulti in un maggior rispetto della complessità con cui si relaziona, a partire dallo specifico originario della pedagogia: il bambino.
La comprensione simbolica del mondo è un'approssimazione "estetica" ad esso anche nel senso bachelardiano di "adesione infantile" al mondo, cioè di cognizione qualitativa, erotica e ammirativa.
L'Infanzia di Bachelard è una fonte di comprensione che ci può insegnare a immaginare "nell'inscindibilità di corpo e psiche", invitandoci a una pedagogia riorientata: per questo Bachelard può essere considerato, suggerisce Mottana, un "maestro di pedosofia", di una Sofia del fanciullo come controeducazione che educa alla conoscenza immaginativa.
Ritirarsi da uno sguardo dominatore e analitico significa porsi in una disposizione contemplativa e meditativa che permetta al mondo di mostrarsi con tutto il suo portato simbolico, cioè di esistere per noi al di là delle proiezioni puramente strumentali del soggetto, e di acquisire senso. Si parla dunque dell'affidamento a una intelligenza analogica come cuore di una modalità di comprensione, di visione, che può ridare corpo, spessore, pienezza alla superficie frammentata e vuota di una realtà disincantata. Tutto ciò non è invito a rifiutare l'uso dell'intelletto, la ragione, il sapere tradizionalmente inteso, ma a compensare la loro assolutizzazione a unico modello di comprensione possibile. La pedagogia immaginale richiama a questa ‘torsione dello sguardo' ripetendo, imitando e meditando l'atteggiamento di quegli artisti che hanno già prodotto visioni di questo tipo:
L'attività creatrice si manifesta in quelle produzioni artistiche che Jung chiama "visionarie", frutto di una operatività che può essere vista come una autentica alchimia, [così la pedagogia immaginale] individua negli artisti i più conseguenti e moderni artefici di questa operatività trasmutatrice: le opere d'arte sono esempio della ricucitura tra uomo e mondo.
Una formazione immaginale si traduce, in particolare, nella proposta di esperienze di "immersione nell'immaginale", attraverso la meditazione di opere artistiche visionarie e attorno a tematiche o a specifici focus simbolici, come gli elementi della materia (aria, acqua, terra, fuoco) e i grandi simboli naturali (l'albero, il sole ecc.), ma anche le figure del mito e i temi della ferita, della perdita, dell'infanzia e dell'adolescenza. Focus, tematiche e simboli da cui far scaturire analogie, metafore e associazioni: in sostanza approfondimenti per educare uno sguardo immaginale.
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Mediazione corporea e formazione immaginale. Un approccio olistico alle dimensioni simboliche dell'educazione
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Informazioni tesi
Autore: | Gerardo Ceriale |
Tipo: | Laurea II ciclo (magistrale o specialistica) |
Anno: | 2009-10 |
Università: | Università degli Studi di Milano - Bicocca |
Facoltà: | Scienze della Formazione |
Corso: | Consulenza pedagogica |
Relatore: | Ivano Gamelli |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 118 |
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