Struttura e performance del terziario innovativo nelle Marche
L'evoluzione dei sistemi produttivi e il processo di terziarizzazione
E’ stato già osservato come, nei Paesi ad economia evoluta, il terziario occupi una posizione determinante in termini di addetti e di contributo alla creazione di ricchezza del sistema. La sua crescita, diffusa in maniera evidente in tutti i principali Paesi industrializzati a partire dagli anni Settanta, è stata inizialmente interpretata a partire da una impostazione “stadiale” dell’evoluzione dei sistemi economici, secondo la quale lo sviluppo del terziario costituiva un progressivo spostamento della domanda dai beni materiali ai servizi di rango superiore (Cucculelli, 2004).
La crescita economica che ha interessato i primi anni 2000, è stata dunque responsabile, del fenomeno di “terziarizzazione” sistematica della domanda finale (Cucculelli, 2004). Ciò vuol dire sostanzialmente che l’insieme dei servizi offerti nel contesto del terziario hanno assunto un ruolo centrale, almeno in alcuni ambiti, a sostegno dell’attività di impresa.
Una diversa interpretazione tende, contrariamente a quanto detto sopra, a relegare in sottordine, se non proprio a trascurare, l’autentico contenuto rivoluzionario insito nel processo di terziarizzazione delle economie dei Paesi evoluti. I Paesi ad economia avanzata transitano verso forme produttive e sociali più evolute non tanto perché un numero crescente di abitanti possono permettersi un tenore di vita superiore, ma perché si verifica una forte crescita del complesso dei servizi che si rivolgono al mondo della produzione e della trasformazione industriale [ Momigliano e Siniscalco, in Pasinetti L. (a cura di), 2004].
I due autori osservano, infatti, che alla crescita del terziario non corrisponde un processo di deindustrializzazione, ma una trasformazione della produzione industriale che porta ad un inesorabile aumento della domanda nel settore dei servizi. L’industria rimane dunque il motore principale dl sistema produttivo poiché la fase di transazione verso uno stadio post-industriale implica l’avvio di quelle attività terziarie che più di altre, sono in grado di contribuire all’innalzamento della produttività e/o del valore aggiunto della produzione. Il settore dei servizi cresce quindi in modo autonomo, ma è la domanda da parte dell’industria che fa sì che questo settore cresca. E’ il sistema produttivo industriale, in ultima istanza, che crea gran parte dell’occupazione nell’economia dei servizi [ Momigliano e Siniscalco, in Pasinetti L.(a cura di), 2004 ].
Bisogna dire che la centralità, più volte ribadita, del terziario nello sviluppo economico italiano degli ultimi anni, è testimoniata dal fatto che il comparto dei servizi si è evoluto a ritmi crescenti nonostante vi sia stata assenza di specifiche strategie di investimento e di sostegno sul piano istituzionale (Censis – Confcommercio, 2005). Nel terziario si concentrano numerose tipologie di attività e di attori che ne rappresentano la ricchezza attuale e il potenziale futuro. Basti pensare ai flussi di scambio che si realizzano all’interno del terziario fra soggetti più diversi (come imprese e famiglie) e fra contenuti di servizi altrettanto articolati legati dall’immaterialità del prodotto finale. Si tratta per lo più di servizi riconducibili ad un’offerta molto eterogenea, che va dai servizi avanzati all’impresa ( ad esempio la ricerca, l’informatica, la progettazione, la consulenza professionale, ecc.), al trasporto, ai servizi di cultura alla persona, ai servizi di fornitura di attrezzature, beni e altri macchinari, al commercio e al turismo (Censis, 2005).
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Struttura e performance del terziario innovativo nelle Marche
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Informazioni tesi
Autore: | Luca Moriconi |
Tipo: | Laurea II ciclo (magistrale o specialistica) |
Anno: | 2008-09 |
Università: | Università Politecnica delle Marche |
Facoltà: | Economia |
Corso: | Economia e Diritto d'Impresa |
Relatore: | Marco Cucculelli |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 169 |
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