La gestione delle ricorrenze totali e parziali in tre tipologie testuali di bambini di quarta elementare
Questa ricerca intende soffermarsi su un particolare aspetto dell’ acquisizione dell’abilità linguistica, ovvero sulla costruzione del testo scritto. Verranno analizzati i dispositivi di coesione, ossia quelle relazioni grammaticali del testo di superficie che ne incrementano la coerenza semantica. Ho dedicato maggiore attenzione all’uso della ricorrenza, sia perché risulta uno dei fenomeni più frequenti all’interno del corpus, sia perché presenta un elevato grado di variazione non solo tra testi diversi ma anche, spesso, all’interno dello stesso testo. Infatti, La ricorrenza può essere connotata sia come intensificatore, quando si vuole sottolineare o rafforzare un concetto, come afferma Cecilia Andorno nel saggio “La linguistica testuale, un’introduzione”, sia, quando se ne fa un uso eccessivo, risultare ridondante tanto da intaccare l’esplicitezza del messaggio. L’eccessivo uso di ricorrenze è uno dei fattori che determinano il codice ristretto come è possibile evincere dalle teorie di Bernstein. Egli sostiene che la scuola è il fulcro di produzione del codice elaborato e quindi i bambini appartenenti alle classi subalterne partirebbero svantaggiati, padroneggiando solo il codice ristretto, al contrario delle classi medio-alte che li possiedono entrambi. Ho, quindi, indagato come un gruppo di bambini possa produrre testi scritti con gradi diversi di coesione nonostante frequenti la stessa classe, riceva la stessa metodologia di insegnamento, con le stesse docenti. In una prima parte ho dato ampio spazio agli studi dei linguisti Wolfgang Dressler e Robert- Alain de Beaugrande, analizzando i 7 principi della testualità che essi individuano come le basi fondanti affinchè un testo abbia valore comunicativo e dando particolare attenzione ai principali fenomeni di coesione. Successivamente mi sono soffermata sulla descrizione del paese, della scuola elementare e poi della classe nel quale si è svolta la mia ricerca. Come abbiamo detto, si tratta di una quarta, da cui ho selezionato 10 alunni. Tra questi, compaiono due alunni nati all’estero rispettivamente in Brasile e in Russia che sono stati adottati da genitori italiani all’età di 6 anni e che, quindi, hanno appreso l’italiano come L2. A tutti loro ho sottoposto una breve intervista sociolinguistica. Partendo dalle teorie di Bernstein, ho voluto, infatti, capire se esse fossero applicabili anche alla mia ricerca. L’intervista che ho sottoposto conta soprattutto domande sul contesto familiare/ socioculturale di provenienza e sulla conoscenza e competenza dell’italiano/dialetto e/o un’altra lingua. Infine ho concentrato la mia attenzione sull’ analisi dei testi. Ho scelto di analizzare tre tipologie testuali differenti per ogni alunno, per un totale di 30 testi. Gli elaborati non sono stati svolti appositamente per questa ricerca ma rientravano nel piano didattico annuale. Le tipologie affrontate sono il riassunto nella quale i bambini dovevano sintetizzare in trenta parole un racconto tratto dal loro libro di testo e iniziare tutti con la formula “Andando a spasso per la città…”, un tema a traccia libera nella quale l’insegnante non ha dato alcun tipo di indicazione circa la traccia da svolgere ma i bambini hanno raccontato secondo quanto dettava la propria fantasia. La terza traccia è, invece, una lettera indirizzata alla propria madre, seguendo le norme che ne regolano la forma. Per questa traccia, la docente ha proposto un testo modello estratto da un sito per insegnanti. Le caratteristiche generali di tutti i testi vedono l’utilizzo di frasi brevi. Il lessico è, quasi ovunque, semplice, la subordinazione è poco presente in favore della paratassi. Come recitano i programmi ministeriali,infatti, in questa fase della scolarizzazione, il bambino non è ancora in grado di produrre testi complessi, ma deve essere ancora stimolato tramite l’esercizio e la lettura. Ho notato preliminarmente che gli elementi che occorrono più spesso sono proprio le ricorrenze. A volte ne sono state sfiorate le 38 unità in un elaborato di 170 parole. Ho incentrato la mia analisi dal punto di vista qualitativo sulla ricorrenza, distinguendo tra totale e parziale. Ho stilato delle tabelle che individuano i sintagmi (nominali, verbali, avverbiali, etc.) e gli interi enunciati che ricorrono. E poi ho prodotto un’analisi dei testi, incrociata al profilo degli alunni. Il riassunto e la lettera si presentavano piuttosto omogenee nelle caratteristiche, anche grazie al supporto didattico messo a disposizione degli allievi, dalle docenti, e quindi è stato possibile farne un’analisi generica per tutto il campione (sintagmi che ricorrono più spesso sono soprattutto nominali e verbali e sono legati al topic e all’argomento dell’elaborato etc.). Per il tema a traccia libera, è risultato indispensabile tracciare un profilo individuale per ogni alunni, perché argomento e articolazione dell’elaborato, si dimostravano differenti per ogni soggetto.
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Informazioni tesi
Autore: | Sabrina Di Bernardini |
Tipo: | Laurea I ciclo (triennale) |
Anno: | 2013-14 |
Università: | Università degli Studi di Napoli - Federico II |
Facoltà: | Lettere e Filosofia |
Corso: | Lettere |
Relatore: | Emma Milano |
Lingua: | Italiano |
Num. pagine: | 163 |
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